
Quasi 800 imprese italiane, che avevano fatto ricorso contro il "click day" che le aveva escluse dai bonus fiscali per gli investimenti in ricerca, possono, già da ora, accedere a quel credito d'imposta che l'Amministrazione Finanziaria aveva negato. Per circa altrettante dovrà essere trovata una soluzione in un tavolo negoziale con il Governo, ma il loro diritto al medesimo credito d'imposta è stato ugualmente riconosciuto.
Nei giorni scorsi infatti la Commissione Tributaria di Pescara ha preso in esame il ricorso presentato, a seguito dell'iniziativa di Unindustria Bologna, da oltre 1500 aziende di ogni parte d'Italia (coordinate da 25 associazioni del sistema Confindustria) avverso il "click day" del 6 maggio 2009.
Come si ricorderà, la Legge Finanziaria 2007 aveva introdotto la possibilità di ottenere un credito d'imposta certo ed automatico per gli investimenti in ricerca. Ma il successivo decreto anti-crisi del 2008, con un sostanziale cambiamento, aveva invece subordinato il beneficio di tale bonus ad un "nulla osta" telematico della Agenzia delle Entrate con un criterio solo cronologico: il "click day", appunto, scattato alle ore 10.00 del 6 maggio 2009. In tale giornata si scatenò una vera e propria gara di invio telematico che, in meno di un minuto, vide esauriti i fondi a disposizione per il 2008 e per il 2009, determinando per tutti i formulari inviati dopo quell'istante il "Diniego" di attribuzione del Credito d'imposta.
Determinata ad ottenere il riconoscimento del diritto acquisito per le aziende escluse dal beneficio, il 4 agosto 2009 Unindustria Bologna, insieme ad imprese bolognesi che avevano avviato la realizzazione dei programmi di ricerca e sviluppo prima dell'entrata in vigore del decreto anti-crisi del 2008, impugnò il Diniego, rivolgendosi - assistita dai propri legali, Prof. Stefano Zunarelli e Lorenzo del Federico - alla Commissione Tributaria Provinciale ed intraprendendo così un'azione legale contro l'Amministrazione Finanziaria.
A questa iniziativa hanno aderito, da agosto a oggi, oltre 1500 imprese di ogni parte d'Italia, coordinate dalle rispettive associazioni del sistema Confindustria (25 sono le associazioni industriali che hanno dato adesione al ricorso "click day": Cuneo, Vercelli, Alessandria, Ivrea, Biella, Brescia, Varese, Como, Genova, Monza-Brianza, Mantova, Pordenone, Treviso, Vicenza, Venezia, Padova, Ravenna, Rimini, Reggio Emilia, Siena, Prato, Frosinone, Ancona, Chieti-Pescara, Teramo).
Causa l'alto numero dei ricorsi, le aziende ricorrenti sono state suddivise in gruppi. Due sono state le Sezioni della Commissione Tributaria di Pescara (Sezione Prima e Sezione Terza) che hanno già esaminato l'istanza.
La Sezione Terza ha pienamente accolto il ricorso, annullando il Diniego dell'Amministrazione Finanziaria, sulla base del rilievo che il legislatore nel 2008 ha espressamente enunciato i principi della certezza delle strategie d'investimento e della garanzia dei diritti acquisiti, applicando gli stessi a tutte le situazioni maturate fino all'entrata in vigore del D.L. n. 185/2008. Le imprese interessate dunque possono, fin da ora, scontare direttamente ed immediatamente il loro credito d'imposta.
La Sezione Prima ha invece respinto il ricorso, ma è giunta a tale conclusione accogliendo sostanzialmente la posizione prospettata dalle imprese ricorrenti. Anche la Sezione Prima, infatti, ha riconosciuto che la Finanziaria 2007 ha attribuito alle imprese un vero e proprio diritto soggettivo a fruire dei contributi per le attività di ricerca e sviluppo da essa previsti, ed ha ritenuto "molto discutibili" le scelte adottate dal legislatore nel 2008, in quanto "bisogna riconoscere che il sistema prescelto lascia, a dir poco, perplessi". Il rigetto dei ricorsi, in questo caso, è stato motivato soltanto dal fatto che, secondo i giudici, con il provvedimento di diniego del nulla-osta l'Amministrazione Finanziaria "non ha escluso il diritto, ma lo ha solo ed eventualmente ritardato nella sua concreta realizzazione".
In definitiva, secondo la Sezione Prima della Commissione Tributaria, competerà comunque all'amministrazione (e se necessario al legislatore) identificare le modalità con cui assicurare a tutte le aziende che hanno diritto al contributo la possibilità di fruire concretamente dello stesso, anche se, osservano i giudici "la Finanziaria del 2010 ha già impostato il problema e dato una qualche soluzione". Tali motivazioni, dunque, lasciano sperare in un successivo esito soddisfacente per le aziende interessate.
"Il pronunciamento della Commissione Tributaria di Pescara è per noi di grande soddisfazione." afferma il Presidente di Unindustria Bologna, Maurizio Marchesini "Entrambe le Sezioni infatti, pur giungendo a conclusioni diverse, hanno riconosciuto la fondatezza della richiesta delle imprese".
"Auspichiamo che, anche grazie alla nostra iniziativa" ribadisce il Presidente di Unindustria Bologna "d'ora in avanti venga completamente abbandonato il meccanismo del 'click day', che in questo caso aveva escluso dai bonus fiscali migliaia di aziende in tutto il Paese in base a criteri che nulla avevano a che fare con la qualità dei loro progetti. E ci auguriamo che il Governo sappia, invece, trovare le forme e le modalità per l'erogazione del credito d'imposta a tutte le aziende che ne abbiano i requisiti, riconoscendo così il diritto ad incentivi fiscali per le imprese che investono in ricerca e sviluppo".
"Al tempo stesso, inviteremo Confindustria" sottolinea Marchesini "ad aprire immediatamente un tavolo di confronto con il Ministero dell'Economia, al fine di individuare le risorse per quelle imprese i cui diritti sono stati in ogni caso riconosciuti, pur se il loro ricorso non è stato accolto".
Bologna, 2 Febbraio 2010