
Lo stop alle auto annunciato per domenica 28 febbraio nelle città del Nord Italia è un passo che avverto troppo piccolo, a fronte di un problema che richiede decisioni ed interventi ben più radicali e globali. Lo affermano per primi gli esperti del settore: non più tardi di ieri, su uno dei più autorevoli quotidiani nazionali, Maria Rosa Vittadini, docente di pianificazione dei trasporti, scriveva che "stiamo ancora aspettando interventi strutturali"; e lo stesso assessore all'ambiente della Regione Emilia-Romagna, Lino Zanichelli, ha dichiarato che l'iniziativa del 28 "non è sufficiente".
Non è mia abitudine auto-citarmi, ma già nel novembre 2009 avevo sottolineato l'importanza di procedere rapidamente, e soprattutto con concretezza, verso ogni aspetto praticabile di green economy. Vi sono iniziative, anche a livello locale, che possono fare molto per migliorare le condizioni ambientali e contemporaneamente costituire un volano per l'economia.
E allora facciamo l'esercizio dell' "OLTRE" :
cominciamo pensando all'installazione di pannelli solari, all'uso di energia da fonti rinnovabili tanto nelle abitazioni quanto negli edifici pubblici, al rinnovo di automobili ed elettrodomestici nonchè di un parco bus almeno in parte datato.
Chi comincia a dare il buon esempio? Diverse imprese, su queste problematiche stanno già facendo parecchio: per loro, non nascondiamolo perché non c'è nulla di male, la green economy è anche fonte di business.
Tengo a citare alcuni esempi virtuosi: è a San Lazzaro di Savena la prima azienda che consuma soltanto l'energia elettrica che essa stessa produce! Inoltre sono di oggi le notizie di agenzie di stampa su "Microkyoto imprese", il progetto della Provincia di Bologna che, attraverso un protocollo con associazioni di categoria, aiuta le aziende ad intraprendere interventi per il risparmio energetico negli ambienti di lavoro e per migliorare l'efficienza energetica degli edifici industriali.
Le imprese di Unindustria Bologna che hanno già aderito all'iniziativa tra il 2009 e il 2010 sono a tutt'oggi oltre 30: ciascuna di esse si impegna a portare a termine azioni di risparmio energetico (sistemi di illuminazione, impianti fotovoltaici, ecc.) e fruisce dalla Provincia di "audit" e monitoraggio energetico gratuito.
Altrettanto importanti, poi, sono gli studi di fattibilità avanzata che la Provincia finanzia per interventi di risparmio energetico in aziende ubicate in aree industriali destinate a diventare Apea (aree produttive ecologicamente attrezzate) come Ponte Rizzoli, San Carlo, Tavernelle, Cento di Budrio: studi che, ancora una volta, coinvolgono diverse imprese industriali.
Non è al di fuori delle problematiche ambientali, infine, il tema delle infrastrutture: agevolare la mobilità in tutte le sue forme, l'accessibilità ai servizi, le vie di comunicazione è infatti non solo un investimento per lo sviluppo economico ed un'importante azione di marketing territoriale, ma è anche una azione fondamentale di risparmio energetico e di miglioramento della qualità ambientale. Per fare un esempio che esca per una volta da emergenze tuttora irrisolte quali Passante Nord, nodi di Rastignano e di Casalecchio, metrò: pensiamo ancora alle decine (o forse centinaia?) di milioni di euro che si risparmierebbero agevolando una razionalizzazione delle infrastrutture di distribuzione dell'energia.
Come si vede la lista è lunghissima... e si potrebbe continuare ancora!
Molti tra pubblici e privati sul nostro territorio stanno già andando OLTRE, e allora non accontentiamoci più degli stop domenicali al traffico
Maurizio Marchesini
Presidente di Unindustria Bologna
Bologna, 19 febbraio 2010