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"Obiettivo Balcani" ad Unindustria Bologna

 Mercoledì 25 Gennaio presso la sede di Unindustria Bologna ha avuto luogo il convegno "Obiettivo Balcani: l'Italia al centro della nuova Europa", terza tappa del ciclo di eventi attraverso il quale Confindustria Balcani, la Federazione che raggruppa le associazioni di imprese italiane operanti in Bosnia, Bulgaria, Macedonia, Moldova, Serbia e Romania, sta presentando il modello imprenditoriale italiano nell'area del Sud Est europeo.
 
L'iniziativa bolognese di Confindustria Balcani è stata sostenuta da Unindustria Bologna, Confindustria Emilia Romagna, dal partner strategico UniCredit, presente capillarmente nell'Europa Orientale, e dal Sole 24 Ore.
 
Aperto da Tiziana Ferrari, Direttore Generale di Unindustria Bologna, e da Gino Cocchi, consigliere di Confindustria Emilia-Romagna, il convegno, dopo l'intervento di Luca Serena, Vice Presidente di Confindustria Balcani, ha messo a confronto le esperienze di imprenditori associati ad Unindustria Bologna, nonchè di Gianfranco Bisagni, Responsabile Corporate and Investment Banking per l'Europa Centro-Orientale di UniCredit. Ha introdotto e coordinato il Presidente di Confindustria Bosnia Erzegovina, Salvatore D'Erasmo. I lavori sono stati conclusi da Pietro Luigi Ghia, Presidente di Confindustria Bulgaria.
 
Le aziende italiane nella regione sono migliaia, si è detto; danno lavoro a decine di migliaia di addetti e soprattutto contribuiscono alla diffusione della cultura d'azienda italiana nella nuova Europa, dove il nostro Paese possiede un capitale di credibilità industriale ed imprenditoriale spesso sottovalutato.
 
Il concetto di internazionalizzazione sta cambiando radicalmente, e sta assumendo una rilevanza particolarmente significativa nel contesto della crisi. I Balcani, in passato raramente oggetto di riflessioni imprenditoriali approfondite, oggi si configurano come mercati nuovi, vicini e con potenzialità di crescita. I dati confermano il ruolo di primo piano dell'Italia nell'area. Nel 2010 l'export italiano verso i Balcani ha totalizzato 11,6 miliardi; un risultato superiore a quello diretto in Cina (8,6 miliardi), in Brasile (3,8 miliardi) o in India (3,3 miliardi).
 
Ma non è questo l'unico aspetto importante. Anche sotto l'aspetto produttivo, infatti, i Balcani rappresentano un polo di grande attrattività, e non solo sotto il profilo logistico, pur importante, ma anche per la tradizione manifatturiera che li ha coinvolti sin dalla fase della prima industrializzazione europea.
 
In un momento di crescita rallentata nel vecchio continente, i Paesi dei Balcani stanno dimostrando inoltre una capacità di ripresa maggiore. Per il 2012 il Fondo Monetario Internazionale prevede, infatti, una crescita media del 3% per l'intera area.
 
"Il nostro obiettivo è quello di spiegare che crescere all'estero è necessario per rafforzarsi in Italia" ha sottolineato Luigi Salvadori, il Presidente di Confindustria Balcani. "Per farlo abbiamo deciso di raccontare le storie dei nostri associati senza filtri, evidenziando gli elementi di interesse di questi Paesi ma anche le criticità non ancora superate e i modi in cui risolverle".
 
"Il costo del lavoro non è più l'unica variabile da seguire" ha spiegato Salvatore D'Erasmo, Presidente di Confindustria Bosnia Erzegovina "aspetti come la logistica, la qualità delle risorse umane, i costi dell'energia e la stabilità assumono un rilievo importante per chi vuole operare in quest'area, e Confindustria Balcani è la chiave giusta per conoscere le opportunità e programmare gli investimenti".
 
"I Balcani rappresentano un mercato di interesse per quelle PMI manifatturiere che intravedono nella multilocalizzazione delle proprie attività produttive un'opportunità di crescita." ha rilevato Tiziana Ferrari, Direttore Generale di Unindustria Bologna "E' un interesse dato da più fattori: si tratta di un mercato vicino, vi è una diffusa facilità a trovare personale che parli italiano, le barriere fiscali e amministrative sono basse e, non ultimo, già molte delle nostre imprese hanno scelto i Balcani quale ponte verso l'Europa. Questo convegno" ha aggiunto Tiziana Ferrari "è quindi l'occasione per rinnovare una riflessione su un'area che è già alla nostra attenzione da anni, sempre con l'obiettivo, nei progetti di internazionalizzazione, di mantenere il collegamento che vede a Bologna 'la mente' e le attività produttive anche in altri territori".
 
"Eventi come quello odierno - ha spiegato Gianfranco Bisagni, Responsabile Corporate and Investment Banking per l'Europa Centro-Orientale di UniCredit - consentono all'imprenditoria regionale di entrare in contatto e di conoscere un mercato dalle notevoli potenzialità di crescita. Per favorire l'apertura di sbocchi commerciali e investimenti diretti, riteniamo necessario assicurare un sostegno concreto alle nostre imprese e, con la nostra estesa rete di filiali in loco, intendiamo proporci come partner privilegiato nel supporto allo sviluppo dell'internazionalizzazione delle Pmi italiane nell'area balcanica".

 
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