Istruzione tecnica: la scelta che rifarei.

Unindustria Bologna presenta "Istruzione tecnica: la scelta che rifarei", un progetto sperimentale di valorizzazione della cultura tecnica e d'impresa su tutto il territorio metropolitano. Il progetto nasce dall'evidenza che in un tessuto economico come quello bolognese, del quale l'industria rappresenta il cuore pulsante, la cultura tecnica ha perso via via valore attrattivo determinando una situazione paradossale in cui, a fronte di un'elevata disoccupazione giovanile, le imprese faticano a reperire figure tecniche specializzate adeguate e qualificate di cui hanno un estremo bisogno per crescere e rimanere competitive sui mercati.
Unindustria Bologna ha quindi realizzato e promosso, in contemporanea con gli Open Day degli Istituti Tecnici Industriali, una campagna promozionale che mira a mettere a conoscenza i ragazzi e le loro famiglie, nel momento in cui si trovano a dover scegliere la scuola superiore a cui iscriversi, delle reali opportunità lavorative, di crescita e realizzazione personale che l'istruzione tecnica può offrire loro e che le imprese che popolano il nostro territorio possono garantire, una volta completato il percorso di studio.
La campagna si inserisce all'interno di un protocollo d'intesa, definito dall'Associazione degli industriali bolognesi, dall'Ufficio Scolastico Regionale e da 4 Istituti Tecnici dell'area metropolitana - Alberghetti di Imola, Aldini Valeriani Sirani, Belluzzi Fioravanti e Giordano Bruno di Budrio - che viene siglato oggi e con il quale il progetto S. e T. - Scuola e Territorio, nato lo scorso anno per le scuole medie, si estende anche alle scuole superiori e vengono proposte una serie di attività tese a rafforzare i percorsi di istruzione in ambito tecnologico, instaurando una proficua collaborazione tra istituti tecnici, imprese, università e territorio e valorizzando il legame tra istruzione e fabbisogni formativi del tessuto economico.
Per garantire la prosecuzione degli studi in ambito universitario ai diplomati degli Istituti Tecnici, Unindustria Bologna e Università di Bologna hanno pensato ad un corso di laurea triennale professionalizzante in ingegneria meccatronica, co-progettato con le imprese e gli ITI, in partenza ad ottobre 2017, realizzando così un percorso condiviso che dal primo anno delle superiori porti al conseguimento della laurea breve, immediatamente spendibile sul mercato del lavoro.

Il quadro d'insieme - alcuni numeri
Secondo i dati forniti dal "Rapporto ITI a Bologna 2016 sui percorsi formativi e occupazionali a tre anni dall'ottenimento del diploma negli Istituti Industriali di Bologna", realizzato dal Servizio Orientamento e Lavoro del Comune di Bologna, tra il 2000 e il 2016 il numero di diplomati che escono ogni anno dagli Istituti Tecnici Industriali è diminuito di circa 100 unità e ogni anno negli ITI bolognesi si diplomano in media solo 280 studenti, circa il 30% dei quali opta poi per la prosecuzione degli studi universitari.
Oggi solo il 18% dei ragazzi bolognesi sceglie di iscriversi ad un Istituto Tecnico Industriale, malgrado il diploma tecnico si dimostri ancora una volta un valore aggiunto corredato da ottime garanzie occupazionali anche in tempi difficili.
Nel 2015 le imprese bolognesi, infatti, hanno dichiarato una previsione di circa 5.000 nuove assunzioni di diplomati (+ 3,6% rispetto al 2014), di cui quasi il 30% appartenenti all'area tecnico-industriale, a conferma del ruolo di traino svolto dall'industria per quanto riguarda il miglioramento dei livelli occupazionali.
A Bologna il 95% dei diplomati agli Istituti Tecnici Industriali che non proseguono gli studi universitari trova un impiego entro il primo anno, mentre il 60% è già inserito in un'esperienza lavorativa entro tre mesi dal diploma.
A tre anni dal diploma, inoltre, il 92% degli intervistati lavora (64%) o studia (28%, di cui il 2% lavora anche), un risultato di sostanziale "piena occupazione" che conferma l'efficacia della maturità tecnica. Per il 69% dei giovani occupati il lavoro attuale è un'esperienza coerente con la specializzazione e al 95% dei giovani tecnici piace il proprio lavoro. Da ultimo, ma non meno importante, il dato del reddito medio mensile: a tre anni dal diploma il 68% dei giovani è nella fascia oltre i 1.110 euro e, almeno un quarto tra coloro i quali vanno oltre i 1.300 euro superano i 1.500 euro netti al mese.

"Istruzione Tecnica: la scelta che rifarei" - Il progetto
Fulcro del progetto è il protocollo d'intesa siglato oggi da Unindustria Bologna, Ufficio Scolastico Regionale e dai 4 Istituti Tecnici dell'area metropolitana - Alberghetti di Imola, Aldini Valeriani Sirani, Belluzzi Fioravanti e Giordano Bruno di Budrio - che estende il progetto S. e T. - Scuola e Territorio anche alle scuole superiori e che, nel dettaglio, si articola come segue:
1. Gestione congiunta delle attività di orientamento
Si procederà ad una gestione condivisa delle attività di orientamento, in particolare degli Open Day, tra imprese e scuola che accompagnerà la campagna promozionale per la valorizzazione dell'istruzione tecnica.

2. Integrazione del tempo scuola nel biennio
È prevista una proposta formativa caratterizzata da una serie di attività che puntino a dare competenze e supporto alla didattica ordinaria in diversi modi:
a) I speak English - l'inglese con docenti madrelingua
Attività tese a potenziare le abilità comunicative degli alunni anche per mezzo di mini percorsi CLIL su argomenti tecnici attinenti il corso di studi.
b) Lab Tech - mini master tematici
Attività hands-on, creative e innovative basate sul metodo PBL (Project based learning) e finalizzate ad orientare gli studenti alla scelta consapevole degli indirizzi del triennio e ad implementare le competenze logico-matematico scientifiche degli alunni tramite il learning by doing.
c) Campi estivi tecnologici
Tra fine giugno e luglio gli studenti potranno partecipare ad un Summer Camp di una settimana dove accanto ad attività di tipo ludico-ricreativo vengono proposte attività di laboratorio tecnologico.
Oltre a ciò verranno promossi e realizzati percorsi formativi inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro per gli studenti impegnati nell'alternanza scuola-lavoro.

3. Più alternanza per tutti
Prosegue il progetto "Più alternanza per tutti", realizzato in collaborazione tra Unindustria Bologna e gli ITI dell'Area metropolitana di Bologna attraverso le aziende associate che fanno parte del Club dell'Alternanza, che prevede una co-progettazione pluriennale dei percorsi di alternanza a cura di aziende e scuole.

4. Far volare gli ITI
La scuola deve essere messa in condizione di emergere e dotata di edifici sicuri e funzionali e di adeguate strumentazioni: laboratori e materiali. A tal fine Unindustria Bologna e le imprese associate mettono in campo un'azione di miglioramento degli ambienti scolastici impegnandosi, assieme alle scuole, a progetti di ristrutturazione attraverso attività di fundraising e micro-funding. L'ammontare delle risorse sarà messo a disposizione dalle nostre aziende e dall'Associazione, che raddoppierà il contributo delle aziende, e avrà un tetto massimo di 200 mila euro.

5. Laurea professionalizzante
Rivalutare la cultura tecnica significa anche garantire la continuazione del percorso di studi ai diplomati degli Istituti Tecnici. In tal senso risulta fondamentale sviluppare un rapporto proficuo tra imprese, scuola e Università, definendo percorsi universitari capaci di arricchire competenze e conoscenze degli studenti che tengano presenti le necessità delle aziende del territorio.
Da questa riflessione prende le mosse la nascita di un nuovo percorso di laurea triennale professionalizzante in ingegneria meccatronica, che partirà nel prossimo anno accademico 2017-2018, realizzato grazie alla costituzione di un tavolo congiunto che vede la partecipazione di tutti gli attori coinvolti: le imprese, gli Istituti Tecnici Industriali e l'Università di Bologna. L'organizzazione didattica seguirà un approccio "top-down" con una guida da parte industriale nel definire i profili di uscita e rispetto ai corsi universitari attuali si avrà un'impostazione diversa con aspetti nozionistici che saranno approfonditi attraverso attività di sperimentazione in laboratorio, che saranno svolta presso i laboratori degli Istituti Tecnici al fine di creare un ponte tra la compagine universitaria e quella delle scuole, guidati dalle necessità tecniche dell'industria.
In sintesi, le lezioni prevedranno un primo e secondo anno con attività in aula con ampio spazio (circa 1/3) riservato ad attività sperimentali di laboratorio e un approccio alla didattica del tipo "learn by doing". Durante il terzo anno ampio spazio alle aziende con una didattica notevolmente orientata alle problematiche industriali e un corposo tirocinio in azienda.
Grande attenzione alla lingua inglese, sarà richiesto un profilo B2, 50 posti a disposizione con test d'ingresso.